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Aprire un’attività in franchising

Franchising sì oppure no? Quali sono i vantaggi (e gli svantaggi) di aprire un’attività in questa modalità? È sempre più frequente scegliere tipologie di lavoro che permettano di gestire il tempo in totale autonomia e assecondare le proprie passioni; aprire un’attività commerciale significa diventare veri e propri imprenditori e capi di sé stessi e per rendere più facile questo passaggio ci si può affiliare ad una rete di franchising già conosciuta e di successo.

 

Che sia un negozio a sé oppure in franchising, mettersi in proprio segue lo stesso iter tuttavia decidere di connettersi ad una rete già esistente implica una serie di vantaggi rilevanti e agevolazioni fiscali che aiutano coloro i quali voglio aprire un business commerciale nuovo. Nelle prossime righe capiremo insieme come aprire un’attività in franchising, i costi, a chi rivolgersi per aprire un’attività di questo tipo e i ricavi stimati nel tempo.

 

Requisiti e iter burocratici


Per coloro i quali nel 2020 voglio aprire un negozio in franchising, l’iter burocratico è molto più snello rispetto al passato. Con l’introduzione della Legge Bersani, nel 2007, le attività commerciali hanno beneficiato di una serie di libertà tra cui quella di poter aprire un negozio senza richiedere la licenza se questi ha una metratura inferiore ai 250mq. Questo è solo un esempio che però, di fatto, consente di accorciare i tempi della burocrazia. Oggi, dunque, aprire in franchising è più semplice, ma intraprendere questo percorso in modo consapevole significa soprattutto avere ben chiari:

 

  • le predisposizioni personali
  • gli obiettivi che si vogliono perseguire
  • i guadagni che si vogliono ricavare con un piano nel breve, medio e lungo termine.

 

Questi tre punti avranno un peso molto rilevante nella scelta del franchisor. Ma non è tutto. A pesare sull’ago della bilancia vi è anche:

 

  • l’esperienza sulla quale poter contare e gli anni di attività nel settore oltre che il settore stesso
  • il numero di affiliati che conta e il loro grado di soddisfazione
  • la visibilità del brand e come questo sia percepito sul mercato di riferimento
  • i bilanci (che il neo imprenditore, qualora volesse, può chiedere al franchisor) e le statistiche che riguardano, ad esempio, il numero di punti vendita chiusi in un determinato arco di tempo che di solito va da 1 a 2 anni dall’apertura.

 

Inclinazioni personali, notorietà del brand, tassi di apertura e chiusura dei punti vendita sono dunque le macroaree a cui prestare molta attenzione ma questo, come potrai immaginare, è solo l’inizio. In tema di requisiti per aprire un’attività in franchising ad esempio, è fondamentale avere capacità imprenditoriali che si traducono in:

 

  • capacità decisionali
  • competenze in ambito fiscale e commerciale
  • inclinazione al dialogo, fondamentale per instaurare un rapporto con clienti e personale
  • consapevolezza dei limiti e delle regole imposte dal contratto con l’azienda madre che è titolare del marchio e responsabile di tutto ciò che accade intorno ad esso.

 

Secondo l’articolo 5, commi 2 e 4, del D.L. vo 114/98 coloro che vogliono stipulare un rapporto di franchising non devono avere esperienze di fallimenti alle spalle e non devono aver riportato condanne penali. Inoltre, in alcuni, casi è possibile che al neo imprenditore sia richiesta una particolare ubicazione del negozio tale da garantire la visibilità al pubblico e una selezione del personale da impiegare molto attenta e scrupolosa nel rispetto di particolari linee guida.

 

Vediamo ora insieme a chi rivolgersi, l’iter burocratico da seguire, eventuali sovvenzioni statali e private e i costi da affrontare.

 

Burocrazia: cosa fare per aprire un franchising di successo?


Abbiamo accennato al fatto che oggi aprire un franchising sia meno complicato rispetto al passato, tuttavia l’iter burocratico deve tenere conto delle diverse normative di competenza regionale e comunale che potrebbero essere applicate. Nel “mare della burocrazia” la scialuppa di salvataggio per il neo imprenditore è lo SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) presso il quale è possibile informarsi circa i diversi passaggi da seguire in base alle tipologie di attività e un commercialista competente che sia in grado di rispondere ad ogni domanda. Salvo particolari pratiche da ottemperare in relazione al settore nel quale si intende aprire un’attività in franchising, vi sono 5 step:

 

  1. aprire la Partita Iva
  2. iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
  3. aprire le posizioni INPS ed INAIL
  4. dichiarare l’inizio delle attività al Comune 30 giorni prima dell’apertura
  5. chiedere il permesso di esporre l’insegna.

 

A questi 5 step se ne aggiunge un sesto:

 

  • il pagamento dei diritti della SIAE per la diffusione della musica nel caso in cui l’attività in franchising preveda l’utilizzo di musica
  • il conseguimento dell’abilitazione alla manipolazione e alla commercializzazione di alimenti e bevande (SAB o titolo equipollente e HACCP) in caso di attività alimentare e la registrazione al REC (Registro Esercenti di Commercio).

 

Quanto costa aprire un negozio in franchising?


Aprire un’attività in franchising conviene ma non va dimenticato che è un vero e proprio investimento per il neo imprenditore che deve considerare anche i rischi ad esso connessi. Per avere una stima possiamo affidarci ai dati rilevati dal rapporto 2019 di Assofranchising Italia secondo cui il 18,2% dei business in franchising richiede una spesa che va dai 10.001- 20.000€ e il 18,5% di una spesa che va dai  50.001-100.000€.

 

Un buon business plan è il punto di partenza per aprire un negozio di successo con un elenco dettagliato dei costi da affrontare e un piano di rientro dell’investimento ben dettagliato.  È molto difficile fare una stima dei costi perché ogni categoria merceologica richiede, oltre a dei costi fissi, dei costi variabili che è difficile stimare.

 

Tuttavia, per rispondere alla domanda in merito all’investimento possiamo tenere conto di queste voci e fare così un calcolo spannometrico:

 

  • il locale. Affitto o acquisto cambia molto la prospettiva così come la scelta dell’ubicazione (zona centrale o periferica?). A questo dobbiamo aggiungere eventuali costi di ristrutturazione, la messa a norma del locale e le spese fisse che ne conseguono: utenze e affitto.

 

Ricordiamo che, in base all’ampiezza del locale, si distinguono:

 

  1. esercizi di vicinato (non superiori ai 250 mq)
  2. medie strutture (da 250 mq a 2.500 mq)
  3. strutture superiori (da 2.500 mq in su).

 

  • le attrezzature. tra queste rientrano i software di gestione, la casa, il pos e l’insegna;
  • i dipendenti, fondamentali per una gestione ottimale del negozio in franchising;
  • il commercialista e le spese burocratiche correlate di cui abbiamo accennato
  • il lancio pubblicitario dell’attività con campagne di marketing online e offline.

 

L’elenco delle attività preliminari da svolgere e in questo caso dei costi da sopportare può essere davvero lungo tuttavia chi sceglie di aprire un negozio in questa modalità può sempre contare sull’affiliante, la casa madre, che è chiamata a dare tutto il supporto necessario sia in termini di adempimenti burocratici che di allestimento del punto vendita.

 

Esistono sovvenzioni per aprire un negozio?


Coraggio, determinazione e fiuto per gli affari possono bastare per portare avanti un’attività in franchising di successo ma spesso, soprattutto in una fase iniziale, le voci di costo, come abbiamo avuto modo di vedere, pesano sul bilancio. In questo scenario, poter accedere a dei contributi a sostegno dell’investimento è molto utile. In termini di sovvenzioni per aprire un negozio vi sono i finanziamenti agevolati che possono essere di 4 tipologie:

 

  1. finanziamenti agevolati o a fondo perduto per l’imprenditoria femminile (la quota rosa è necessario che sia tra i soci e i dipendenti)
  2. finanziamenti agevolati o a fondo perduto per i giovani fino ai 35 anni d’età
  3. finanziamenti agevolati o a fondo perduto per le start-up innovative
  4. finanziamenti agevolati Invitalia, ovvero accesso a fondi messi a disposizione dallo Stato per combattere la disoccupazione.

 

A questi si aggiungono i mutui a tasso agevolato, il credito d’imposta e i contributi in conto canone e in conto interessi.

 

Per ottenere queste agevolazioni è necessario aver compiuto 18 anni, essere inoccupati, risiedere in Italia da almeno 6 mesi, avere l’intenzione di aprire l’attività commerciale nel nostro paese, mantenere l’attività per almeno 5 anni ed eventuale convenzione del franchisor con Invitalia. Ricordiamo, infine, che è assolutamente necessario chiedere supporto al proprio commercialista di fiducia.

 

Conviene aprire un’attività in franchising?


Aprire un’attività in franchising oggi conviene perché il ritorno economico c’è ed è tangibile; ma a quanto ammonta tale ritorno è difficile da dire perché è necessario tenere conto di tutta una serie di fattori che lo influenzano. Tra questi è da considerare l’andamento del mercato e del settore nel quale si decide di investire a cui è connesso il posizionamento e un’analisi della zona di interesse in cui si sviluppa il business. Tuttavia è possibile fare una stima di ricavi che ammontano tra le migliaia e le decine di migliaia di euro a patto che tutto il sistema di guadagno sia regolato da un business plan che, se opportunamente redatto, restituisce una fotografia specifica di costi fissi e variabili che aiutano a prevedere anche i guadagni nel medio e lungo termine.

 

I dati in Italia


Il sistema franchising in Italia è sano e a confermarlo ci pensano i dati dell’ultimo rapporto Assofranchising Italia 2019 che, con la collaborazione dell’Osservatorio Permanente sul Franchising (OPF), ha analizzato le strutture, le tendenze e gli scenari di questa particolare tipologia di investimento nel nostro paese.

 

Secondo il rapporto, nel 2018, l’89,6% dei franchising sono il risultato di reti nate in Italia con un +3,4% rispetto al 2017, dimostrando così di essere un settore in costante crescita e la formula preferita per chi vuole mettersi in proprio. Nel 2018 il giro d’affari è aumentato del 7,8% rispetto al quadriennio precedente, così come sono aumentati, rispetto al 2017, il numero di punti vendita affiliati in Italia (+4,5%) e all’estero (+7,6%). Come si distribuisce la rete di franchisor nel nostro paese è presto detto. Vediamo i dati che riguardano le 4 aree Nielsen:

 

  1. Nord-Ovest: 37,5%
  2. Nord-Est: 20,8%
  3. Centro: 21,3%
  4. Sud e Isole: 20.4%.

 

In generale è la Lombardia la regione con più punti vendita in franchising attivi, seguita da Lazio e Campania; maglia nera per Molise, Basilicata e Valle d’Aosta. Ma in termini di redditività, nel 2018, è l’area Sud ad aver generato il miglior risultato.

 

Abbiamo visto come la scelta del locale e l’ubicazione dello stesso incida in termini di costo per aprire un franchising. Il rapporto di Assofranchising rileva come per elaborare un pronostico del fatturato generabile sia fondamentale considerare il segmento a cui il franchising si rivolge già nella fase contrattuale. La frequenza maggiore spetta al bacino d’utenza che va dai 20.001 alle 50.000 persone (+39,7 nel 2018); segue il range dalle 50.001- a 100.000 persone con una frequenza del 23%, in aumento del +6,3% rispetto all’anno precedente. Dunque, vi è un maggiore interesse nell’investire in luoghi mediamente popolati, sebbene anche bacini di minori dimensioni (minori di 20.001) corrispondono a più del 35% del totale.

 

Sono più uomini o donne che aprono un franchising in Italia?


Sempre stando al rapporto pubblicato da Assofranchising, nel 2018, circa il 93% dei contratti dei franchisor sono della durata compresa tra i 3 e 6 anni. Tra questi, i franchisee sono in maggioranza figure maschili (65,4%) e per il 34,6% donne ed hanno un’età compresa tra i 36-45 anni (58,5%) e 25-35 anni (29 %). I giovanissimi sono lo 0.7% e quelli tra i 46-55 anni sono il 9,7%. Solo il 2.1% sono over 50.

 

Vantaggi e (una parte di) svantaggi del franchising


I dati ci dimostrano come il sistema franchising in Italia funzioni e come gli incentivi destinati alle donne e ai giovani siano destinati a far decollare sempre di più questo mercato. Questa modalità di investimento presenta una serie di vantaggi concreti che possono essere sintetizzati in:

 

  • assistenza e consulenza fiscale, commerciale e burocratica
  • affiancamento costante, formazione iniziale e continui corsi di aggiornamento destinati sia all’imprenditore che al dipendente
  • supporto nell’individuare la location con specifici criteri di geotargeting
  • progettazione e allestimento dei negozi
  • nome del brand e la sua notorietà che di fatto assicura un primo ritorno certo.

 

A questi vantaggi si aggiungono, in taluni casi, la fornitura completa di arredamento, attrezzature; ed ancora materiale promozionale, packaging e materiale brandizzato, insegna, prodotti di vendita, software gestionali e hardware; campagne marketing e promozionali a livello nazionale e centralizzate. Tuttavia, non mancano gli svantaggi che potremmo anche virgolettare se consideriamo che tra questi vi è:

 

  • il fee d’ingresso (indispensabile in una modalità imprenditoriale di questo genere)
  • le royalty sul fatturato
  • i canoni e i contributi pubblicitari che possono essere in carico ma anche eventuali ordini minimi
  • le eventuali fideiussioni bancarie richieste a garanzia della merce in conto vendita
  • il rispetto dell’immagine del brand nella costruzione del negozio.

 

Franchising di successo: esempi virtuosi


Requisiti, costi per aprire un’attività commerciale, rischi, dati del settore ma come funziona un franchising in Italia? Prima di rispondere a questa domanda portando degli esempi virtuosi e tangibili è necessario tornare al rapporto 2019 di Assofranchising all’interno del quale troviamo dati interessanti sui settori in cui questa modalità imprenditoriale è maggiormente sviluppata.

 

Il settore merceologico in cui sono attivi più franchising è l’abbigliamento, nonostante il calo del -1,1% rispetto al 2017, seguito dal settore dei servizi che ha registrato un +8,8% rispetto all’anno precedente e il commercio specializzato con un +3,4% rispetto al 2017. Non vi è da stupirsi dei dati: il settore abbigliamento è per la maggior parte gestito con questi sistemi che permettono una diffusione capillare dei brand con più punti vendita nelle diverse province. Stesso discorso vale per la ristorazione (+5.5%) e un’incidenza del 30,9% sul giro d’affari totale del sistema franchising.

 

Bloomest: lavanderie self service con gestione da remoto



Le lavanderie a gettoni sono sempre più frequentate
perché accanto alla comodità di avere un servizio sempre disponibile e facile da utilizzare vi è la certezza che il bucato sia lavato, disinfettato e asciugato grazie all’utilizzo di macchine e programmi di lavaggio specifici per ogni tipologia di sporco. Questi veri e propri negozi dispongono di una serie di lavatrici ed essiccatoi professionali deputati al lavaggio e all’asciugatura di chili e chili di bucato con macchine testate per sopportare carichi continui e completare cicli di lavaggio e di asciugatura senza sosta e che raggiungono eccellenti prestazioni in termini di efficienza igienica.

 

Questo è il caso di Bloomest Laundry che combina la qualità delle macchine professionali Miele per il lavaggio e l’asciugatura ad un sistema imprenditoriale sicuro e ben costruito che accompagna il neo imprenditore in ogni fase.

 

La lavanderia a gettoni è una vera e propria attività autonoma che può essere svolta anche part-time e fattore assolutamente rilevante, non necessita della presenza dell’imprenditore nel punto vendita perché tutto può essere gestito anche da remoto. Tutto questo è possibile grazie a sistemi digitali e di marketing che permettono di:

 

  • gestire fino a 12 lavatrici e 12 essiccatoi per un totale di 24 macchine professionali
  • risolvere in tempo reale eventuali guasti grazie all’assistenza sempre disponibile
  • monitorare le statistiche di ciascun cliente.

 

Questi servizi permettono di avere un punto vendita sempre aperto, lasciando assolutamente libero l’imprenditore di gestire anche altre attività, guadagnando sin da subito.


Se sei interessato a sviluppare una forma di franchising come questa, contattaci.
Stipuleremo insieme a te il business plan, valuteremo i costi, valuteremo la posizione in cui aprire la tua lavanderia a gettoni e costruiremo un punto vendita funzionale ed efficiente.

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